Falsi Vincoli, Labilità e Negazioni 


Un cane legato ad una sedia di plastica.

E' la scena che mi si è presentata un'afosa mattina di inizio agosto davanti ad un rinomato spaccio di cornetti o panetteria che dir si voglia (nel senso che per me al mattino la panetteria serve solo per i cornetti).
Il cane ostruiva l'entrata e, siccome ho paura dei cani, ho chiesto aiuto al padrone.
Sapete qual è la classica risposta che danno tutti i padroni di cani?
"E' bravissimo, non ha mai fatto del male a nessuno... e poi è legato!"
Non voglio assolutamente qui dilungarmi sui cani bravissimi, che quando mi vedono abbaiano, perché lo so che sono bravissimi e che la malamente sò io...
Vorrei invece considerare il (falso) vincolo "sedia di plastica".
Credo fermamente che la sedia di plastica non possa assolutamente essere assimilata a ciò che in fisica si definisce "un punto fisso".
Ho già avuto modo di trattare l'argomento gradi di libertà e vincoli in questo post (orsù rileggetelo con gioia)
La sedia di plastica, al movimento del cane, comincia a traslare sul pavimento...vero?
E' la rappresentazione di un sistema Labile, ossia non correttamente vincolato!
Ne consegue che l'affermazione: "E' legato!" è una Negazione.
La negazione è una manipolazione della realtà.
Sono una psicologa da bar, anzi da panetteria, quindi non mi voglio impelagare in discorsi freudianamente complicati, ma mi guardo attorno e vedo tanta, ma tanta gente che Nega.
Negatomani? Si dice cosi?
Sono i migliori, sono proprio convinti, i più bravi di tutti, gli indispensabili, hanno dei compagni perfetti e fedeli, dei figli premi nobel e via così...
Posso dì nà cosa? La dico:
"Negatomani!?! Perché non prendete la vita con un pò più di ironia?
Tutti abbiamo le nostre Labilità, i nostri inceppamenti...
Ma veramente pensate che crediamo alle bugie che vi raccontate?
Le sentiamo, le vediamo e vi vogliamo bene uguale...però fino ad un certo punto..."

Com'è finita nella panetteria?
Dopo due minuti, il cane mi ha seguita ed è entrato dentro con tutta la sedia...
C.V.D. come-volevasi-dimostrare ;)

P.S. La superstar di oggi è il cane Ugo che con molta pazienza si è lasciato fotografare da me davanti alla panetteria per simulare ciò che avevo visto! GRAZIE UGO! Tu si che sei bravo!
Lassie in confronto a te era un attorucolo!



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Il Terzo Principio della Dinamica 

Dopo aver associato indissolubilmente Galileo Galilei a Pino Daniele (nel primo principio della dinamica) e Isaac Newton alle Sorelle Bandiera (nel secondo principio della dinamica) è arrivato il tanto atteso momento del terzo principio.
Il terzo principio della dinamica, detto anche principio di Azione e Reazione, è fra le leggi fisiche maggiormente citate nella vita quotidiana. Questo perché è ritenuto, a torto secondo me, l'appiglio giustificativo in caso di liti, baruffe, guerre e parapigli vari.
Ma il principio di azione e reazione è la legge della pace, dell'equilibrio:

Se un corpo agisce su un secondo corpo con una data forza (Azione), allora il secondo corpo agisce sul primo con una forza (Reazione) uguale e contraria e diretta lungo la stessa linea d'azione.


E' vero che all'Azione corrisponde la Reazione, ma il risultato è l'equilibrio, la pace, l'assenza di forze.
Ciò vuol dire che la Reazione deve avere la giusta intensità e deve essere applicata nel punto giusto con la giusta direzione.

L'applicazione di una Reazione eccessiva non produce equilibrio...produce guai
Anche l'applicazione della Reazione nel punto sbagliato è causa di problemi, non di equilibrio!

Sintetizzando:
Uomini, Donne e Bambini non siate guerrafondai!
Reagite pure, non vi voglio repressi, ma fatelo con intelligenza!
Chiedetevi se c'è davvero bisogno di applicare una reazione per raggiungere l'equilibrio!
Molte volte quella che per noi è una Reazione per altri rappresenta un'Azione...

Vorrei sottoporre alla Vostra attenzione un quarto caso (in basso a destra) L'ASSENZA DI REAZIONE
Sappiamo perfettamente che fisicamente è impossibile, Newton si sta ribaltando nella tomba, ma nel quotidiano nulla è impossibile!
Consiglio, all'uopo, di non reagire, di levarsi "da mezzo", di lasciare via libera al corpo 1...
...vedrete che prima o poi si fermerà (al massimo si schianterà)

Da dove arriva tutta stà saggezza?
Dalla Serenità, dalla Storia, dalle Guerre preventive e non, dai Racconti dei miei, dalle Armi chimiche, dagli Abbagli e Falsi miti (mi riferisco ai nobel alla pace)...dalla buonanima di John Lennon.

Applichiamo pure il Terzo Principio della Dinamica e diamo alla Pace una possibilità:



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Storia di un Logo 
"Ci vuole un logo" sono state le parole del mio amministratore.
"Obbedisco" ho risposto (generalmente gli rispondo sempre così quando so che ha ragione.)


Potrei qui considerare per ore sulla percentuale di volte in cui gli uomini in generale hanno ragione, ma non è questo il nocciolo della questione...

Torniamo a bomba sull'argomento. Trovare un logo.
Naturalmente c'è chi fa questo di mestiere o di professione, che dir si voglia, io non sono fra loro (come Voi ben sapete...)
Però, seguendo la filosofia del "ci provo", la mia mente si è messa autonomamente in movimento.
Comunicare è un dono, un'arte, forse un mestiere.
Io sono per l'immediatezza, la sintesi, la spontaneità, ma non è semplice racchiudere l'immensità del pensiero in un immagine (logo) unica.
Avrei sostanzialmente bisogno di un logo a tempo determinato...
ma poi non sarebbe più un logo...

Ho focalizzato dunque la mia attenzione su ciò che mi sta più a cuore:
la libertà di pensiero
espressa in modo intelligente, leggero, ironico, geniale, mai mediocre e meschino, sempre volando in alto!

La mente umana è un organo affascinante, spesso messo in un angolo dagli accessori, risponde agli stimoli con prontezza e dinamicità immediata.
Partendo dalla libertà di pensiero sono arrivata ad un aeroplanino di carta.
Cosa c'è in mezzo?
Una Piuma, una Pozzanghera, Dedalo e Icaro, l'Aquila, l'Ornitottero di Leonardo, Patrick De Gayardon, il Dirigibile Good Year...

L'Aeroplanino di carta: leggero, ironico, talvolta insolente, alla portata di tutti, vola solo se ha l'impulso giusto...
Ecco il mio simbolo, è il mio logo.
Ho avuto l'OK del mio amministratore, dei miei figli, di mio marito, della "sora Gina"...
insomma il logo ed io ci piacciamo, ci siamo scelti, vi piace?

P.S. verrà approfondito in seguito il discorso "obbedisco"



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Il Secondo Principio della Dinamica 

Dopo il Primo Principio della Dinamica o di Galileo, analizziamo il Secondo Principio della Dinamica, detto anche Legge di Newton.

Ma, prima, permettetemi una parentesi a proposito delle definizioni di proporzionalità diretta e inversa fra due grandezze correlate.

Proporzionalità Diretta:
All'aumentare di una grandezza, anche l'altra aumenta.
Esempio: più mangio, più ingrasso
Le grandezze in gioco, in questo caso, sono la quantità di cibo e il peso

Proporzionalità Inversa:
All'aumentare di una grandezza, l'altra diminuisce
Esempio: devo pulire casa, se qualche anima buona mi aiuta, impiego meno tempo. Ossia se più persone si impegnano, il tempo diminuisce.
Le grandezze in gioco, in questo caso, sono il numero di persone e il tempo.

Ed ecco l'enunciato della Legge di Newton:
l'accelerazione acquistata da un corpo è direttamente proporzionale alla forza agente su di esso e inversamente proporzionale alla sua massa
F=m*a

Ciò vuol dire che, se due corpi di massa differente devono acquistare la stessa accelerazione, è sbagliato applicare ad essi la stessa forza. Occorre applicare su ciascuno una forza direttamente proporzionale alla relativa massa. Ovvero sul corpo di massa maggiore sarà necessario applicare una forza maggiore (proporzionalità diretta).
Al contrario, a parità di forza applicata, il corpo con la massa maggiore acquisterà la minore accelerazione (proporzionalità inversa)

Per fissare indelebilmente il concetto nella mente ricorriamo con gioia alle mitiche e inossidabili
Sorelle Bandiera
che nel lontano 1978 cantavano un profetico "Fatti più in là"

...e per sempre ricorderemo che la forza da applicare per farsi spazio è direttamente proporzionale alla massa del vicino!!!



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Il Primo Principio della Dinamica 

Il Primo Principio della Dinamica è il principio degli uomini miti e pacifici.
Esistono numerosi enunciati del primo principio della dinamica, detto anche Principio d'Inerzia.
Per comodità, mi riferisco a quello che soggiorna da molti anni nella mia mente. Lo recito ancora a mò di preghiera:

"un corpo non soggetto a forze permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme".


La definizione risale al 1632, è del buon Galileo Galilei, uno che la sapeva lunga...non un saccente saltimbanco dei giorni nostri...
Rileggendo l'enunciato salta subito agli occhi perché lo associo agli uomini miti e pacifici.
Immaginate un corpo che si sta facendo gli affari suoi, sta beatamente con se stesso, non prende psicofarmaci, non si droga, non urla, non insulta, parcheggia educatamente fra le strisce...un mite, un pacifico, insomma uno perbene!!
Conduce la sua esistenza in armonia con se stesso e con gli altri....
Ad un tratto cosa succede??
Arriva una forza esterna che lo disturba!!
Da quel momento niente sarà più lo stesso!!
Possiamo essere positivi e pensare che grazie a quella forza il corpo si sia svegliato dal suo torpore, dalla sua inerzia e abbia iniziato un nuovo percorso...
Oppure essere un po' più negativi (o forse solo realisti) e considerare che quella forza ha semplicemente turbato la quiete di un povero diavolo...

In questa circostanza trovo appropriate le parole del signor Giuseppe Daniele, in arte Pino, che nel lontano 1980 nel suo album "Nero a metà" diceva semplicemente: nun mè scuccià

Visto ragazzi?
Per ricordare il primo principio della dinamica basta cantare questa canzone di Pino Daniele:



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