Universi paralleli 

Noi professionisti del web viviamo fuori dal mondo!
Non ci rendiamo conto che siamo una minoranza, una minoranza stanca e poco influente.
Lo so, non hai capito. Mi spiego meglio.
Ogni giorno scriviamo contenuti utili sui nostri blog, e cerchiamo di semplificare la nostra esistenza: sveliamo risorse, proponiamo riflessioni, risolviamo problemi.

A volte ci lamentiamo anche del rapporto che si crea con i clienti.
• I clienti non pagano.
• I clienti vogliono tutto e danno poco (o niente).
• I clienti non accettano i tuoi consigli.
• I clienti ti considerano un semplice esecutore.


Scriviamo articoli mossi dall’insoddisfazione e dalla frustrazione, discutiamo notte e giorno nei gruppi Facebook, su Google Plus, nei forum.
Ma lo facciamo sempre con attraverso un’ottica tipica dei professionisti del web. Ignorando il punto di vista del nostro interlocutore.
Noi viviamo in una bolla di sapone, in una piccola realtà isolata che si auto-alimenta senza contraddizione. Noi ce la suoniamo e noi ce la cantiamo. Noi, noi è ancora noi.
La realtà è diversa. Possiamo ripetere all’infinito che gli articoli di qualità non possono e non devono essere pagati 1 euro, ma la verità è un’altra.
La verità è questa: basta inserire un annuncio del genere (1,2,3 euro al pezzo) per ricevere centinaia di candidature. Forse è la crisi? Forse è la poca attenzione ai contenuti?
Noi viviamo in un universo parallelo. Un universo fatto di belle parole che nel mondo reale si perdono, si ammortizzano. Si allungano come il vino quando viene invaso dall’acqua (che sacrilegio).
Ruggero



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