L'uomo provolone 

Esiste. E' una realtà dei nostri giorni.
La natura provolonesca non nasce da un eccessiva assunzione di latticini in età prescolare.
E' provolone. Noi donne ci siamo capite.
E' l'uomo che deve corteggiare apertamente e comunque le donne (preferibilmente sposate).
Presenta le seguenti caratteristiche peculiari: bocca semiaperta e sguardo sognante....
Di questa tipologia si è detto e scritto tanto, non ho per nulla intenzione di accrescere la lista.
So per certo che ognuno di noi si è imbattuto, almeno una volta nella vita, nel soggetto in questione.
La categoria in oggetto, squalifica e irrita particolarmente gli uomini "normali".
Un uomo che vede il proprio amico "provolonizzarsi" in presenza del gentil sesso non può che vergognarsi e imbarazzarsi enormemente per se e per tutta la specie maschile.
Detto questo, vorrei analizzare l'uomo provolone con poteri (minimi) di comando.
Mi riferisco all'uomo provolone dirigente.
Ho fatto una piccola indagine telefonica fra le mie amiche, sparse in tutta Italia, ed ho scoperto che la specie è diffusa indistintamente da Nord a Sud.
E' la gioia di donne dinamiche, attive e lavoratrici.
L'uomo provolone al potere concede proroghe, anticipazioni fatture, rateizzazioni, scorciatoie burocratiche...tanto che gli frega....mica paga Lui!!
Dalle donne, poi, non ottiene MAI nulla, è solo un modo di porsi, di essere un dirigente galante di "elargire" qualcosa poiché è in suo potere....un piccolo RE SOLE dell'ufficio....
Ignora completamente la professionalità e la competenza delle donne, ed è questo sostanzialmente il suo limite maggiore.
...
E Voi in quanti provoloni Vi siete imbattuti??

P.S. quello da spiaggia si chiama "provolone affumicato"

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Depistaggi 
L'ultima sera dell'ultimo giorno di vacanze estive andai a cena con la mia famiglia e la famiglia dell'anziana signora del piano di sopra (è una mia carissima amica tedesca).
Il ristorante sulla spiaggia aveva anche la musica dal vivo (uao!!). Era un duo alla "Simon and Garfunkel". Ma già dalle prime note focalizzai subito che non mi trovavo in "Central Park"....
I Due massacrarono letteralmente i mostri sacri della musica internazionale: Beatles, Dire Straits, Bon Jovi, Queen....se la presero pure con Antonacci....
Le mie orecchie imploravano pietà!! Alla fine pagammo il conto e ci ritrovammo in silenzio sulla spiaggia. Nella tranquillità che ci dava lo sciabordio delle onde finalmente focalizzammo:
"avevamo mangiato pessimamente!!!"
Ecco la funzione della musica dal vivo!!
Doveva farci spostare l'attenzione dal gusto all'udito!!
Il gestore del ristorante aveva messo in atto la famosa "Mossa Kansas City".
Sapete cos'è la "Mossa Kansas City"?
Tratto da quel capolavoro di film "Slevin" la definizione di mossa kansas city è:
Loro guardano a destra e tu vai a sinistra
E' un depistaggio!!! Siamo circondati da depistaggi!!
In televisione, al telegiornale, quando nasce un cucciolo di canguro l'Italia si deve fermare e commuoversi.
In politica, la sinistra al governo, non può occuparsi di antitrust perché la priorità del governo sono i DI.CO. (non sto rivangando, è che ho la digestione lenta).
Persino su Internet assistiamo quotidianamente a depistaggi da parte di chi, pur di catalizzare l'attenzione, non si cura affatto di rispettare chi sta soffrendo.....
Il depistaggio è fra noi, prendiamone atto e....
...evitiamo garbatamente i ristoranti con musica dal vivo!!


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San Valentino 

Oggi non voglio andare fuori traccia, voglio restare in tema: San Valentino.
Mi voglio accodare pappagallescamente ai fiori, ai cuori, ai cioccolatini, ai baci, ai regalini rossi che la giornata impone.
E voglio raccontare di quella volta, che mangiai perfino dei ravioli a forma di cuore!!
Ma ero giovane e innamoratissima di quel ragazzo.....
Oggi da mamma e moglie posso garantire che San Valentino viene messo un po' all'angolo, direi che viene superato perfino da SanRemo!!!
"Allora è vero che il matrimonio è la tomba dell'amore!" diranno con un sottile ghigno i single (singol) più accaniti!!
E cosa resta delle farfalle nello stomaco??
Come la mettiamo con le "lavatrici da stirare"? La facile e banale ironia degli uomini si scatena ferocemente sull'errore di sintassi...riesci a stirare una lavatrice??
Dopo esserci innamorati o "caduti nell'amore" (anche questa volta l'inglese rende bene l'idea con "fall in love" alla Elvis per capirci) cosa ci resta?
Dove va l'amore?? Qualcuno dirà:"era meglio se mi spezzavo tutte e due le gambe!!"

Chiariamoci subito: L'Amore è una cosa seria!!
E' un sentimento completo, complesso e articolato.
E' Coinvolgimento, è Legame, è Passione, è Fusione, è Lealtà, è Gioia, è Attenzione, è Fedeltà, è Complicità, è Simbiosi, è Allegria, è Appartenenza, è Partecipazione, è Comprensione, è Tenacia, è Desiderio, è Trasporto, è Completezza..
E ho detto tutto.

...le farfalle hanno una vita media di 15-30 giorni, l'ho letto sull'enciclopedia, non me lo sono inventato....

Sono un'integralista dell'amore.
Non ci sono mezze misure, non ci sono pillole da indorare.
C'è un percorso da fare, non da individualisti, ma in coppia.

...e adesso spengo il pc perchè ho dei ravioli a forma di cuore da preparare e da mangiare con lo stesso ragazzo di allora...(nulla e' cambiato, a parte i figli, i compiti, le figurine, le lavatrici, il canone rai, etc)

Buon San Valentino a tutti.

p.s. non è una canzone famosa, ma ascoltatela tutta:



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Il Primo Principio della Dinamica 

Il Primo Principio della Dinamica è il principio degli uomini miti e pacifici.
Esistono numerosi enunciati del primo principio della dinamica, detto anche Principio d'Inerzia.
Per comodità, mi riferisco a quello che soggiorna da molti anni nella mia mente. Lo recito ancora a mò di preghiera:

"un corpo non soggetto a forze permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme".


La definizione risale al 1632, è del buon Galileo Galilei, uno che la sapeva lunga...non un saccente saltimbanco dei giorni nostri...
Rileggendo l'enunciato salta subito agli occhi perché lo associo agli uomini miti e pacifici.
Immaginate un corpo che si sta facendo gli affari suoi, sta beatamente con se stesso, non prende psicofarmaci, non si droga, non urla, non insulta, parcheggia educatamente fra le strisce...un mite, un pacifico, insomma uno perbene!!
Conduce la sua esistenza in armonia con se stesso e con gli altri....
Ad un tratto cosa succede??
Arriva una forza esterna che lo disturba!!
Da quel momento niente sarà più lo stesso!!
Possiamo essere positivi e pensare che grazie a quella forza il corpo si sia svegliato dal suo torpore, dalla sua inerzia e abbia iniziato un nuovo percorso...
Oppure essere un po' più negativi (o forse solo realisti) e considerare che quella forza ha semplicemente turbato la quiete di un povero diavolo...

In questa circostanza trovo appropriate le parole del signor Giuseppe Daniele, in arte Pino, che nel lontano 1980 nel suo album "Nero a metà" diceva semplicemente: nun mè scuccià

Visto ragazzi?
Per ricordare il primo principio della dinamica basta cantare questa canzone di Pino Daniele:



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TOM-TOM? No grazie, preferisco perdermi!! 
Perdersi ha il suo fascino.....

Ma bisogna perdersi per bene.
E' consigliabile perdersi in coppia,
ma anche perdersi in gruppo può essere piacevole....

A scanso di equivoci sottolineo che "il perdersi" che intendo io è proprio il perdere la strada, smarrirsi, non trovare più la destinazione finale, essersi distratti e non aver visto il cartello.....

Per perdermi faccio tutto da sola, ci riesco benissimo,
non ho bisogno di aiuto.
E' consigliabile perdersi in auto con serbatoio pieno.
Ne consegue che è fortemente consigliato avere di fianco una persona piacevole, che trovi affascinante perdersi....
Se si ha di fianco un pesantone d'uomo (o di donna), che pensa costantemente alle accise sul carburante, conviene fingere un attacco di epilessia (o al limite un semplice svenimento, se non si è finito tutto il corso in videocassette dell'accademia drammatica di Albertazzi)

Il perdersi per antonomasia è rappresentato da Benigni e Troisi nel film non ci resta che piangere, è un perdesi nello spazio e nel tempo, ma noi non puntiamo a tanto...

...a noi basta perderci per staccare la spina, per rilassarci, per guardare il panorama, per azzerare l'orologio, per spegnere il telefonino (che tanto non prende), per guardarci in faccia e sorriderci...
ecco il bello del perdersi.....

A proposito: qualche giorno fa mi sono persa a Bari Vecchia, nessuno mi ha derubata (forse gli è bastato guardarmi in faccia), in compenso ho trovato un fornaio che faceva delle focacce fantastiche (ma questa è un'altra storia).

P.S. Questa considerazione nasce dall'incontro con un'antica divinità lucana, originaria di Armento, costituita per metà d'uomo e per metà da navigatore: GINOTOMTOM

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