Hai voluto la bicicletta 

E' con viva e vibrante soddisfazione che comunico a Voi (miei affezionati lettori), alla Merkel e ad Equitalia che anch'io, nel mio piccolo, ho una tripla A.
Posso dirlo forte e chiaro ho un:
Amministratore-Atleticamente-Arguto
Che ne pensate?
Ringrazio innanzitutto il http://www.notonlyfitness.com/blog/ per avermi gentilmente concesso questa fantastica foto: thank you (lì sono poliglotti)
Poi, guardando la foto, come spesso accade, ho cominciato ad andare oltre le apparenze ed ho considerato il tutto dal mio punto di vista di non-atleta.
La prima cosa che mi è venuta in mente, guardando il mio caro amministratore, è stato:
"hai voluto la bicicletta, adesso pedala!"
Quante volte abbiamo sentito questa frase??
Da bambini era un severo monito che si materializzava alla minima esitazione.
Parole dure e definitive che non lasciavano alcuna alternativa, bisognava raggiungere la meta prefissata a qualunque costo.
Non so Voi, ma io non ho mai provato una gran simpatia per i pedali (nonostante il DNA trasmessomi da mio padre).
Eppure avere un obiettivo, uno scopo, una destinazione è fondamentale.
Non possiamo non avere una direzione verso cui guardare, una meta verso cui protendere, un approdo che porti serenità, gioia e voglia di vivere al nostro presente.
Abbiamo delle tappe, a volte sono solo delle piccole cronometro, a volte sono delle noiose lunghe tappe pianeggianti, altre volte sono dei veri e propri gran premi della montagna…..
…ma è una gioia sempre nuova poter alzare lo sguardo e intravedere un traguardo.
Datemi subito una bicicletta, voglio pedalare!



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Ipocondria 1 

Sono una perfetta ipocondriaca.
Donna-Madre-Non analfabeta.
Incarno pienamente lo stereotipo dell'ipocondria.
Sono la sintesi delle ansie, delle angosce, delle paranoie a sfondo medico che la natura abbia potuto mai generare.
Naturalmente anche gli americani hanno le loro colpe (Loro c'entrano sempre).
I "medical drama", ossia i telefilm girati negli ospedali, hanno contribuito ad alzare il livello di ipocondria.
Anche perché, detto fra noi, in qualunque pronto soccorso italiano si può trovare di tutto e di più, ma di George Clooney neanche l'ombra.......
E così ci ritroviamo da soli a leggere i "bugiardini" delle medicine e a sentirci addosso, contemporaneamente, tutti gli effetti collaterali.
Eh si, perché un ipocondriaco che si rispetti legge e rilegge continuamente tutti i bugiardini (foglietti illustrativi) dei medicinali, anche se li conosce perfettamente a memoria..... principio attivo, posologia, modalità d'uso, effetti collaterali, interazioni, etc.

Persino io, che ricordo pochissimi numeri telefonici ( infatti mi è già capitato di telefonare "per sbaglio" a qualcuno che non avrei proprio avuto voglia di sentire), conosco a memoria due sole cose:
1)i bugiardini dei miei farmaci preferiti
2)i tempi di cottura della Pasta De Cecco (ma questa è un'altra storia)

Diciamo che sull'argomento sono molto, ma molto preparata, ed e' per questo che trattasi solo del capitolo uno sull'ipocondria.
Quello che passa nella mente di un ipocondriaco non e' facilmente sintetizzabile. Ho provato a costruire, con l'aiuto di cari amici consulenti, una tabella di sintomi con l''interpretazione ipocondriaca.
E' una sorta di tabella di conversione in cui ho volutamente omesso tutti i "mali brutti" perché il nostro ipocondriaco tipo non e' banale, è fantasioso!!



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Domattina si va a Castrocucco 

Non succede spesso che il Giro d'Italia tocchi gran parte del Sud, ma di quello di quest'anno non possiamo proprio lamentarci.
Per la seconda volta, in novantasei edizioni, la corsa è partita da Napoli e, dopo le prime due tappe fra Napoli ed Ischia, punta verso Sud, fino a Serra San Bruno.
In Basilicata ci sarà l’arrivo della 5^ tappa a Matera e domani, nella 4^ tappa Policastro Bussentino – Serra San Bruno, avremo il passaggio lungo la costa di Maratea.
Questa è la più ghiotta occasione per vedere, magari a Castrocucco, dal vivo il Giro.
A Castrocucco, che non è certo lo Stelvio o il Mortirolo e si trova dopo solo 30 Km dalla partenza, vedremo al massimo, un gruppetto di attaccanti della prima ora e poi tutto il gruppone.
Comunque, arrivando sul posto verso le ore 11, secondo l’organizzazione il passaggio dei corridori dovrebbe avvenire intorno alle ore 12, avremo modo di vedere tutto lo spettacolo della Carovana Rosa che precede la corsa vera e propria.
Un altro valido motivo della presenza in massa a Castrocucco dovrebbe essere quello di testimoniare affetto ed incitamento al nostro corregionale POZZOVIVO ( dorsale n. 11) e ringraziarlo per quanto fece l’anno scorso a Lago Laceno ed augurargli ed augurarci che ci conceda un bis quest’anno.
La 5^ tappa, che si concluderà a Matera, oltre ad essere una vetrina particolare per la zona e soprattutto per i Sassi, nella parte finale interesserà le strade dove abitualmente si allenava e si allena ancora Domenico Pozzovivo.
Egli stesso, alla presentazione del Giro, ha dichiarato di essere particolarmente emozionato nel trovarsi a gareggiare con tanti campioni sulle strade di casa.
E' davvero arrivato il suo momento!
Domenico Pozzovivo, potrà pedalare da fuoriclasse fra la sua gente.
In bocca al lupo Domenico !!!


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4 maggio 1949 SUPERGA ! 
Oggi 4 maggio, fra le tante cose della quotidianità, per me è significativo per questi due eventi: tragedia di Superga e partenza del Giro d’Italia.
Riservandomi di parlare in seguito del Giro d’Italia, che rappresenta col suo passaggio una festa popolare, voglio ricordare e rendere omaggio al GRANDE TORINO.
Nel primo dopoguerra, mentre l’Italia intera cercava di risollevarsi con coraggio, sacrifici, caparbietà dalle macerie, anche lo sport partecipava a questi sforzi, anzi fungeva da cassa di risonanza. Nel ciclismo Coppi e Bartali e nel calcio la squadra del Torino con i loro successi, anche fuori dai confini nazionali, rappresentavano la rinascita del Paese.
A quell’epoca il Torino, col suo strapotere, era il calcio italiano. I suoi giocatori erano tutti in Nazionale. La domenica, quando si giocavano le partite, solitamente, io e gli amici del mio quartiere andavamo a casa di un vicino, che possedeva una radio, ad ascoltare le radiocronache appassionate e fantasiose di Nicolò Carosio e ci sentivamo coinvolti e partecipi alle giocate dei nostri eroi.
La formazione del Torino era sulla bocca di tutti, la recitavamo come il Pater Noster: Bacicalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola.
Il 4 maggio 1949 a Torino , era un giorno di nebbia e pioggia, verso le ore 17 la città fu scossa da un boato che ebbe l’effetto di annientare la squadra INVINCIBILE.
Che era avvenuto?
Capitan Mazzola, a nome suo e di tutta la squadra, giocatori e dirigenti, aveva accettato l’invito a disputare una partita a Lisbona, per festeggiare l’addio al calcio del capitano della Nazionale portoghese Ferreira, suo amico. Gesto di grande solidarietà ed amicizia. Al ritorno, ormai nei pressi di Torino, causa la fitta nebbia e la scarsa strumentazione di volo che allora esisteva, l’aereo su cui viaggiava l’intera squadra si schiantò presso la Basilica di Superga.
Morirono tutti.
In un attimo quella squadra divenne LEGGENDA.
Chi ama lo sport, ed il calcio in particolare, non può non riconoscere nel GRANDE TORINO un caposaldo dello sport italiano.


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Gli scritti di mio padre 

Inauguro oggi una nuova categoria:
"Gli scritti di mio padre"
E' uno spazio in cui mio padre scriverà delle sue passioni, dei suoi ricordi, delle sue esperienze e di tutto quello che gli verrà in mente (sono una figlia mooolto democratica)
Perchè seguirlo??
Perchè è un ultrasettantente che non vaneggia, o almeno, se lo fa, lo fa con cognizione di causa e senza l'aiuto del botox.
Beccatevi quindi gli scritti di un ciclista-comunista-torinista.
...e poi mi farete sapere...

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